15 marzo 2011

Ritorno al nucleare in Italia (alla luce del terremoto in Giappone)

Non per creare inutili allarmismi ma per trattare il discorso nucleare, secondo noi assolutamente da bandire, sia in Italia che nel resto del mondo. Di pianeti, almeno per ora, ce n'abbiamo solo uno. Fatto sta che non stiamo facendo altro che distruggerlo (e distruggerci).
Le tecniche ingegneristiche legate al bombardamento degli atomi di elementi adatti allo scopo (vedi uranio 235 ma non solo) sprigionano grandi energie ma apriamo gli occhi e non facciamoci impressionare da chi sostiene il nucleare rispetto all'utilizzo di combustibili fossili nel nome del risparmio economico; guardiamo piuttosto i difetti che sono più dei pregi di tale tecnologia.

Il nucleare costa molto e la maggior parte del costo è destinato ai dispositivi di sicurezza, e più una centrale è moderna più è sicura e più costa. Ma costa anche tanto ricavare il combustibile, l'uranio 235, visto che dapprima si estrae il minerale, la roccia, da cui, attraverso l'impiego di grandi quantità di solventi, si estrae la miscela di uranio 238 e di uranio 235, poi si arricchisce la miscela per aumentare la concentrazione di uranio 235 perchè molto bassa (è già quì si generano le prime scorie, l'uranio impoverito, quasi tutto uranio 238). E' molto più semplice ed economico estrarre carbone e petrolio.
A parità di energia prodotta, una centrale fossile è molto più economica e sicura, e con ciò ci riferiamo all'eventualità di un incidente: un guasto può comportare dispersione nell'ambiente di materiale radioattivo, gassoso, liquido o solido che compromette per sempre le zone circostanti, visto che il decadimento delle sostanze emesse impiega dalle centinaia ai milioni di anni, a seconda delle sostanze.
E il problema delle scorie? questo per ribadire che il nucleare è una delle soluzioni più sbagliate per produrre energia. Allora tagliamo gli sprechi energetici: a chi non è capitato di entrare in un ufficio e osservare computer sempre accesi, illuminazione e condizionatori utilizzati inutilmente oppure di uscire di casa e vedere l'illuminazione pubblica accesa? di sicuro consumeremmo molto molto meno e quindi non saremmo costretti a produrre o comprare tanta energia inutilmente. Questo significa risparmiare, in un paese avanzato.

Quali sarebbero per l'Italia i vantaggi di un ritorno al nucleare? non crediamo vantaggi economici, visto che si tratterebbe di investimenti molto molto ingenti che si ripercuoterebbero sulle nostre tasche (decine e decine di miliardi di euro) in un periodo molto difficile per il nostro Paese. E i primi impianti entrerebbero in funzione fra decine di anni e, sapendo come vanno le cose in Italia...nel frattempo il mondo spinge per le fonti rinnovabili mentre il Governo ripesca una soluzione alquanto vetusta e controproducente. Il motivo tanto sbandierato risiede nella priorità di liberarci della dipendenza energetica dall'estero, e ciò non è certo possibile con le rinnovabili. Ma perchè questa necessità? non potremmo lasciare far produrre l'energia a chi possiede gli impianti o le riserve di gas/carbone e investire in altro? compriamo l'energia, cosa c'è di sbagliato? d'altronde la natura ci ha dato altro; investiamo in turismo, arte, cultura ecc. ecc. Il nostro governo invece ci dice che bisogna tagliare in cultura e investire in industria energetica, roba da pazzi dicono molti, e noi siamo della stessa opinione.

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