22 febbraio 2011

In Africa (e non solo) c'è aria di cambiamento, e da noi?

Le recenti notizie provenienti dall'Africa settentrionale dimostrano che è arrivato il tempo di fare pulizia politica e riformare Paesi più o meno assillati da Governi autoritari e dittatoriali, complici e responsabili di stasi economica e culturale: d'altronde non è questo che vogliono questi Signori che definirli signori è alquanto benevolo. Ben Ali, Mubarak, Gheddafi hanno fatto il loro tempo. Spazio alla democrazia, verrebbe da dire. Tunisia, Egitto, Libia devono tornare nelle mani del Popolo.
E in Europa? Non ce la passiamo tanto bene. La crisi economica si fa sentire, ciò è indiscutibile. Ma con la scusa della crisi i nostri Governi si giustificano delle scelte sbagliate o volutamente scellerate e continuano a far finta di non vedere le nefandezze del sistema economico. Non dovevamo riformarlo per non dover rischiare un nuovo terremoto dei mercati come quello del 2007?
Ebbene, le cose stanno tornando come prima e la speculazione economica sta riprendendosi i suoi spazi, stendendo le basi per un altro futuro crack. Gli economisti (e i politici) perdono il pelo ma non il vizio.
E la nostra cara Italia? Il nostro caro Premier sta resistendo agli scossoni inferti dai suoi avversari approfittando del consenso di cui gode e della sua posizione di leader, della mancanza di coesione e di un progetto convincente da parte della Sinistra, della capacità di farci distogliere lo sguardo dai veri problemi o di sminuirli. Ma poco questo Governo sta facendo per noi.
Avrà Berlusconi fatto ormai il suo tempo? Forse sarà il prossimo, o forse resisterà, ma per quanto ancora vuole tenerci in questo limbo chiamato Italia?
C'è aria di cambiamento...

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